La Youth League, competizione riservata al calcio giovanile a livello europeo, nasce nel 2010 in seguito ad una richiesta fatta principalmente dai club sulla scia della gara amichevole organizzata tra le formazioni U18 delle due squadre finaliste della Champions League 09/10, ovvero Inter e Bayern Monaco (vinta poi dai nerazzurri per 2-0 con doppietta di Alibec, ndr).

Nel 2010, quindi, nasce la Next Generation Series, manifestazione mai riconosciuta ufficialmente dalla UEFA e accessibile solo ed esclusivamente su invito.

Quell’edizione, una sorta di antesignana della Youth League odierna, venne poi vinta proprio dalla Primavera dell’Inter guidata da Andrea Stramaccioni, mentre l’edizione successiva se la aggiudicò l’Aston Villa.

Nel frattempo, però, l’UEFA aveva messo in cantiere la creazione di un proprio torneo giovanile europeo, che vide ufficialmente la luce a partire dalla stagione 2013-2014 e che per le prime due stagioni è stato organizzato a immagine e somiglianza della Champions League dei grandi, con 32 squadre ammesse.

Dal 2015-2016, invece, la formula è cambiata, con l’apertura della competizione a 64 squadre, ovvero le 32 formazioni giovanili delle squadre maggiori qualificate alla fase a gironi di Champions League e le 32 squadre vincitrici dei rispettivi campionati nazionali. 

Su sei edizioni disputate, Barcellona e Chelsea sono le più titolare con due vittorie a testa, mentre le restanti due sono state vinte da Porto e Salisburgo.

L’edizione attuale è stata sospesa come il resto delle manifestazioni sportive internazionali a causa dell’emergenza Covid-19 e non è ancora chiaro se e quando si riprenderà per portarla a termine. 


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