È iniziato questa settimana “Let Me Introduce”, il programma di InterTV dedicato al settore giovanile.

Protagonista della prima puntata è il difensore classe ’01 Fabio Cortinovis, che ai microfoni del canale tematico ufficiale nerazzurro si racconta così: “Gioco a calcio dall’età di cinque anni e la passione per questo sport me l’ha trasmessa mio fratello maggiore. Mi ricordo di aver tirato i primi calci al pallone all’oratorio con i miei amici e sono momenti che porto nel cuore.”

“Ho iniziato nel ruolo di attaccante ma quando sono andato all’Atalanta mi hanno spostato a centrocampo, mentre all’Inter sono stato arretrato ancora e infatti adesso sono difensore centrale. Questo è un ruolo che richiede molta responsabilità: se commettiamo un errore rischiamo di lasciare solo il portiere a difendere e quindi c’è la possibilità di subire gol. Il mio calciatore preferito è Alessandro Nesta: la sua tecnica e la sua intelligenza mi hanno fatto innamorare di questo ruolo” dichiara Cortinovis.

“Mi ricordo il giorno in cui ho firmato con l’Inter: ho svolto le visite mediche e quando sono tornato a casa non riuscivo a stare fermo dalla gioia. Indossare questa maglia per me è un sogno perchè solo pochi ragazzi hanno la fortuna di arrivare in questo club. Sono orgoglioso di me stesso e mi ritengo molto fortunato. La mia prima partita è stata Inter-Lazio nel 2016, vincemmo per 3-0 e mi ricordo di aver fatto una grandissima gara. L’anno scorso, poi, ho subito un brutto infortunio al ginocchio. È stato un periodo davvero brutto perchè ero costretto ad allenarmi in palestra ed era difficile vedere i miei compagni che invece erano in campo. Qual è il ricordo più bello che ho all’Inter? Sicuramente la vittoria del Campionato U16 lo scorso anno. Non avevo potuto giocare gran parte della stagione ma sono riuscito a tornare in tempo per le fasi finali e abbiamo battuto la Juventus in finale, è stato molto emozionante. Il mio sogno è quello di alzare la Coppa del Mondo, so che sarà difficile ma sono pronto ad impegnarmi per raggiungere il mio obiettivo.”

“Ho un ottimo rapporto con la mia famiglia” – continua il giovane nerazzurro – “Mio padre e mio fratello seguono i miei impegni sportivi e quando ho del tempo libero mi piace passarlo a casa con loro o uscendo con gli amici e magari tirando due calci al pallone con mio fratello. Ho un tatutaggio in comune con lui: i nostri nomi e quelli dei nostri genitori incisi sul petto. Mia mamma è mancata tre anni fa e prima di scendere in campo strofino la maglia nel punto in cui ho il tatuaggio e dico una preghiera per lei.”

Andrea Zanchetta, allenatore dell’U17 nerazzurra, descrive così le caretteristiche del difensore: Fabio è un giocatore con tante qualità che lo mettono in evidenza ma deve migliorare alcuni aspetti. È intelligente e attento, ha un’ottima lettura del gioco difensivo ed è migliorato agonisticamente. In passato ha avuto qualche infortunio di troppo e deve recuperare al meglio la condizione per poter esaltare ancora di più le sue caratteristiche. Va d’accordo con tutti i compagni: è un bravissimo ragazzo e all’interno del gruppo tutti gli vogliono bene.”

Papà Oscar racconta: “La passione per il calcio di Fabio è nata grazie a sua mamma. Lei era una donna sportiva e se c’era l’occasione di giocare a palla non si tirava indietro. Io personalmente non sono appassionato di questo sport ma lo sono diventato in quanto entrambi i miei figli lo praticano. Ho sempre assecondato ogni passione di mio figlio ma in cambio gli ho chiesto di impegnarsi nello studio perchè è importante prendere il diploma e fortunatamente non ha problemi a scuola. Fabio ha molto sogni, il mio augurio è che li realizzi e che diventi un uomo felice.

“Io e Fabio giocavamo nella stessa squadra ed è stato bellissimo condividere le stesse passioni” racconta Andrea, suo fratello maggiore. “Sfidava ragazzi più grandi di lui e già allora era molto competitivo. È introverso ma allo stesso tempo sa essere dolce e testardo. Se decide di raggiungere un obiettivo lo fa in qualsiasi modo e sono convinto che sia arrivato nella squadra nerazzurra grazie alla sua determinazione. Siamo molto simili, andiamo d’accordo su tutto tranne che, stranamente, sul calcio: abbiamo due visioni di gioco differenti e dopo le partite provo a fargli notare alcuni errori ma lui si arrabbia perchè è convito di aver fatto la cosa giusta. Gli ripeto spesso che si deve impegnare al massimo: gioca nel settore giovanile più forte d’Italia e questo sarà il suo trampolino di lancio per il futuro.”

Infine, il difensore dell’U17 Cristian Airoldi parla del rapporto con il compagno di squadra: “Sono arrivato all’Inter l’anno scorso e io e Fabio ci siamo legati subito. È un ragazzo molto umile, in campo e fuori, e questa caratteristica lo distingue da tutti gli altri. Purtroppo inizialmente ci vedevamo poco dato che lui era in palestra per la riabilitazione e io svolgevo gli allenamenti sul campo, poi con il passare del tempo è guarito e grazie anche al nostro ruolo in campo, io difensore centrale sinistro e lui destro, è nata subito una grande intesa.”